2007-04-30

Conflitto tra libertà e democrazia

Faccio riferimento ad un post di Candide riferito ad un possibile conflitto tra meccanismo democratico e salvaguarda dello stato di diritto.

Il post in questione parla di recenti avvenimenti in Turchia, ma qui vorrei generalizzarlo. Nel caso in cui la scelta democratica (ovvero della maggioranza) apra la porta a leggi non liberali – per esempio riguardanti una discriminazione contro una minoranza etnica o religiosa – è consentito l'uso di mezzi non democratici per ristabilire il diritto violato?

La risposta non è semplice. Per il democratico puro, l'importante è il potere del popolo, indipendentemente dalle scelte che esso compie. Per il liberale puro, non è importante la forma di governo, purché garantisca libertà individuali uguali per tutti.

Per evitare confusioni terminologiche, premetto che con "stato liberale" intendo genericamente uno stato di diritto che faccia propri i diritti civili dell'individuo, senza caratterizzazioni particolari sulla sua organizzazione e senza entrare nel dibattito tra dirigismo e laissez-faire.

Allora credo che la democrazia liberale sia da intendersi come stato liberale garantito da una forma democratica di governo, ossia la democrazia deve essere intesa come miglior modo per garantire il liberalismo. I questo senso, ammetto che la forma democratica possa occasionalmente fallire e che in alcuni particolarissimi casi sarebbe opportuno l'intervento di una "minoranza custode" per impedire deviazioni troppo elevate dai principi liberali.

C'è da dire che le attuali democrazie liberali sono abbastanza ben costruite per quanto riguarda le garanzie di cui sopra, infatti le costituzioni rigide e le sentenze delle varie corti costituzionali sono spesso molto utili nel ricondurre entro ambiti accettabili gli eccessi, sia tramite il contenuto vero e proprio delle sentenze, sia tramite l'effetto "educativo" che tali sentenze possono avere sulle masse magari temporaneamente incantate dal populismo di un leader.

Un'altra garanzia nata più recentemente è quella data dalla costituzione di una confederazione di stati liberali, quale l'Unione Europea. In questo ambito le violazioni da parte di un solo membro possono essere condannate dagli altri membri e dall'autorità sovranazionale, innescando un meccanismo virtuoso di controllo reciproco.

Negli stati in cui non è ancora completo l'intreccio tra democrazia e liberalismo, ritengo comunque che sia più importante preservare (o aumentare) quest'ultimo anche a scapito della prima. Contemporaneamente, devo dire che tra un'élite militare e un partito di matrice religiosa è difficile scegliere chi possa meglio rappresentare lo stato di diritto.

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