Hanno inventato un display pieghevole , grande (e sottile) come un foglio A-4. Commentando la notizia con amici e colleghi, si è parlato dell'inizio di una nuova era, in cui "finalmente" si potranno sostituire i supporti cartacei e la stampa, e le informazioni saranno altrettanto leggibili su questi fogli elettronici.
Certamente sarebbe una buona notizia per gli alberi, che vedono ridursi le probabilità di essere abbattuti. E lo sarebbe per chi rischia di essere cacciato di casa dai suoi stessi libri, che come un fluido perfetto tendono ad occupare tutto lo spazio disponibile.
Ma un mondo senza carta stampata avrebbe anche un lato molto negativo (ometterò di parlare qui del dispiacere di chi, come me, ama l'odore della carta e dell'inchiostro). Le tecnologie informatiche sono molto più volatili di qualsiasi supporto fisico. Ciò che non viene accuratamente conservato e ricopiato, e migrato alle nuove tecnologie, potrebbe essere perso per sempre.
L'archeologo che ritrova oggi un testo dell'anno 1000 è in grado di decifrarlo immediatamente. Pensate a cosa accadrà all'archeologo del 3000 che trovasse un hard-disk dei giorni nostri. Innanzitutto, la probabilità che il contenuto si sia conservato è infima, al contrario di quella del testo cartaceo; inoltre, mentre il manoscritto può essere ricostruito nelle sue parti mancanti, un chip danneggiato anche in un solo punto potrebbe essere totalmente illeggibile. In ultimo, mentre la tecnologia per leggere il manoscritto (gli occhi) sarà sempre disponibile, non è detto che la tecnologia di trasferimento dati da un supporto antico (relativamente al nostro archeologo del futuro) resti nota per sempre. [Ricordo a questo proposito un articolo che parlava di grosse difficoltà da parte della polizia austriaca nel leggere i documenti informatici di un criminale che aveva salvato tutto con un Commodore, utilizzando quindi supporti e formati differenti da quelli degli attuali PC].
Pongo allora un quesito a chi mi legge: quale percentuale dell'informazione non stampata che oggi è disponibile sulla rete sarà ancora disponibile tra - diciamo - duecento anni?
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