Esistono alcune regole che possono guidare l'indagine giornalistica su eventi terroristici o altre forme di illegalità. Sembrerebbero regole ovvie, ma leggendo qua e là le ipotesi dei cacciatori di cospirazioni politiche si nota una sistematica violazione dei principi basilari enunciati qui di seguito.
Primo principio del Cui prodest?
Se un determinato gruppo G trae vantaggio da un evento E, indagare sulle responsabilità di G nell'accadimento di E ha senso solo se G è materialmente in grado di causare E.
Secondo principio del Cui prodest?
Esistono eventi E che giovano a G, che sono materialmente causabili da G, ma non sono causati da G
Principio della pubblica evidenza
Se ha avuto luogo una cospirazione che ha causato un evento pubblico E attribuito a un gruppo G, non ha senso negare l'accadimento di E per negare la responsabilità del gruppo G.
Principio dell'incompetenza
Le cospirazioni funzionano solo se sono limitate a pochi cospiratori e hanno un obiettivo unico ben definito nello spazio e nel tempo. Altrimenti, a causa dell'incompetenza e dell'errore umano, sono destinate a degenerare (in farsa o in organizzazione criminale).
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